giovanni

 

Giovanni Sgammato nasce a Pomigliano d'Arco (NA) nel febbraio del '37. Quarto de ultimo figlio di genitori semplici e artigiani laboriosi.

 

La guerra non consente a Giovanni di vivere la sua infanzia. A soli sette anni, infatti, è costretto a rinunciare alla scuola, per contribuire al bilancio familiare, lavorando presso lo zio Ferdinando. Da lui, oltre ad apprendere il mestiere, eredita l'orgoglio e la forza di volontà che forgeranno il suo carattere.

 

A 12 anni è già in grado di lavorare come aiutante pittore edile e trova lavoro nei cantieri di Napoli, dove si distingue dai suoi coetanei per capacità e caparbietà di carattere.

 

Le sue eperienze lavorative, tenendo fede alla tradizione antifascista di famiglia, lo vedono, a soli 18 anni, in prima fila nelle lotte operaie e sindacali.

 

Parallelamente alle esperienze lavorative si interessa attivamente alle tradizioni popolari Pomiglianesi e dell'entroterra campano.

 

Agli inizi degli anni 50 compra una fisarmonica e impara a suonare. Frequenta le feste di montagna e comincia a farsi notare come artista e come uomo. Prende parte attiva a tutte le feste popolari marine (Madonna a Castello, Montevergine, Madonna dell'Arco), a quelle patronali, ai matrimoni, alle serenate.

 

Nel periodo di Carnevale organizza carri allegorici e, via via i fuochi di S.Antonio, la Zeza, i 12 mesi, i mestieri, sempre pronto ad inventarsi qualcosa di nuovo attinente alla tradizione pomiglianese.

 

Il servizio militare interrompe la frenetica attività di Giovanni. Quando finalmente torna a casa, purtroppo, deve convivere con una situazione economica e familiare molto difficile, aggravata soprattutto dalla perdita del padre. Con la madre a carico invecchiata e ammalata, Giovanni si rimette duramente al lavoro. Intanto si sposa e in pieno sviluppo economico, come buona parte dei pomiglianesi, trova lavoro presso l'Alfa Romeo. Ma la cassa integrazione, sebbene lo veda di nuovo lottare in prima linea per la conservazione del posto di lavoro, lo manderà a casa per circa due anni. Nel frattempo per mantenere la famiglia, riprende il lavoro di pittore edile.

 

Nel '74 nasce il Gruppo operaio E Zezi. Viene invitato a farne parte, ma a causa di impegni lavorativi è costretto a rifiutare. Collabora, comunque, fornendo notizie e documenti sulla tradizione popolare.

 

Con difficoltà si separa dalla moglie e dai tre figli e va a vivere a Marigliano (NA), prima da solo e poi con un'altra donna, anche in fabbrica la vita non è facile, come delegato del Consiglio di fabbrica dell'Alfa Romeo.

 

Nulla però distoglie Giovanni dalla sua grande passione per le tradizioni popolari, infatti, nel 1984, dopo una partecipazione al Carnevale con i Zezi, resterà nel gruppo.

 

Nel '92 lascia 'E Zezi e, insieme ad altri amici forma un gruppo dal nome Rarecanova, dove Giovanni trova la possibilità di esprimersi interpretando testi che lui stesso scrive.

 

Continua a raccoglere appunti selle tradizioni di Pomigliano fino ad assemblarli in un libro dal titolo "Pummigliano ra 'e patane all'apparecchie", pubblicato in proprio senza contributi esterni. Nella ricerca dell'editore viene aiutato da alcuni amici, docenti presso l'Università di Urbino, dove il libro viene presentato per la prima volta. Riscuote un discreto successo in Germania e al Nord Italia, mentre a Pomigliano, per chissà quale recondito atteggiamento antipatriottico, il libro viene ignorato. Solo presso qualche scuola viene preso in considerazione e venderà alcune copie.

 

L'intento di Giovanni Sgammato non è la vendita del libro, ma la sua diffusione, egli vuole che la gente di Pomigliano e, soprattutto i giovani, possano conoscere e tramandare le origini e le tradizioni del loro paese che l'omologazione capitalistica va sterilmente appiattendo e distruggendo. Giovanni nel suo libro ci parla di maschere ormai dimenticate e che lui stesso fa rivivere in un gioco di travestimenti fisici e di linguaggio, come l'incensiere, la vecchia do' Carnevale, il Pazziariello, il Pulcinella, il Banditore e tanti altri personaggi, nati da una tradizione che è troppo itrigante per essere ignorata.

 

Tiene, a tratti, nelle scuole laboratori sulla costruzione e l'uso degli strumenti della tradizione popolare e laboratori su arti e mestieri antichi oggi in via di estinzione.

 

 


Giovanni Sgammato (curriculum artistico)

 

Direttore artistico e presidente dell’associazione di musica e tradizioni popolari “A Sunagliera”

 

Collabora da tempo con: Teatro Caivano arte diretto da Laura Anguilli cattedra di antropologia e filosofia dell’università di Urbino.

 

Teatro pubblico campano Liceo classico statale”Vittorio Imbriani”di Pomigliano d’Arco Casa della musica e della canzone napoletana di Ercolano (NA)

 

Ha tenuto un seminario di 7 giorni con un laboratorio della costruzione e l’uso degli strumenti della tradizione popolare campana, a Cava dei Tirreni con studenti di Filandia, Estonia, e Italia

 

Ha svolto un corso di aggiornamento delle tradizioni popolari, per docenti al I Circolo Didattico scuola S.Mauro Casoria (NA)

 

Ha collaborato con il 13 Circolo Didattico S.Anastasia con lezioni di canto e musica popolare e recitazione.

 

Pratica presso le scuole dell’obbligo laboratori di costruzione di strumenti ed uso degli strumenti della tradizione popolare:il canto a fronne,a figliola,le cilentane,la tammurriata,il ballo della tarantella e tammurriata,l’invocazione ai Santi,il teatro di strada con “O Pazzariello,a Vecchia do’Carnevale,O Ncenziere ,O Contastorie,O Don Nicola Pulcinella ed altri personaggi ,nati da una tradizione che è troppo integrante per essere dimenticata ho ignorata.

 

Autore di varie pubblicazioni riguardanti le tradizioni popolari,tracui:Pummigliano Ra,e ppatane all’apparecchie,edizioni Montefeltro Urbino. I dodici conti pomiglianesi,pubblicati col patrocino di Pomigliano d’Arco antichi mestieri di Pomigliano,filastrocche tradizionali,Edizioni Arte molino un opuscolo per bambini delle scuole elementari:i dodici mesi. Edito in proprio .

 

Autore e interprete di lavori teatrali più volte rappresentanti. Vincitore del premio Franco Angrisani edizione 2002 G.Rocco di S.Anastasia con lo spettacolo”Terra Mia” prodotto,diretto e interpretato dal medesimo Prende parte attiva a tutte le feste popolari mariane(Madonna di Castello,Montevergine,Madonna dell’Arco) ed altre feste padronali e popolari.

 

Organizza feste tradizionali come il fuoco di Sant’Antuono,il carnevale con la canzone di Zeza,i Dodici Mesi,gli antichi mestieri scomparsi,il carro di Castello . Nel terzo lunedì in Albis:direttore artistico e attore del gruppo folkloristico “E Scetavaiasse di cui lui è il fondatore Giovanni Sgammato sempre disponibile,sempre pronto a contribuire per mantenere vive le nostre tradizioni popolari.


FRANCESCO DE ROSA INTERVISTA GIOVANNI SGAMMATO